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Tessuti ecosostenibili: i vestiti del futuro saranno ricavati dagli alimenti

Vestito di frutta

I tessuti ecosostenibili  si stanno facendo sempre più apprezzare nell’alta moda. Alcuni atelier hanno scelto da tempo di produrre abiti con gli scarti dei cibi o con l’uso di alimenti. La scelta rivoluzionaria ha diversi risvolti positivi per la salute di chili indossa, ma anche per quella del nostro pianeta che con meno scarti da smaltire.

Lo smaltimento degli abiti in fibra sintetica e lo sfruttamento di quelle naturali

Gli abiti che indossiamo sono in fibra sintetica o in fibra naturale, quindi in cotone, lino, seta, lana.
Nel caso della fibra sintetica è noto che la sua derivazione è di origine chimica e richiama i prodotti derivati dal petrolio a base di benzene e plastica. Sono indumenti assai difficili da smaltire e anche da riciclare. La loro lavorazione verso un possibile riutilizzo o verso lo smaltimento comporta costi elevati e lavorazioni molto articolate che non è detto valgano finanziariamente l’impegno profuso. Se una busta di plastica può durare anche 1000 anni  in quanto non è idrosolubile, si comprende perché fabbricare abiti in fibra sintetica significa aumentare costantemente l’impatto ambientale dell’uomo. Le fibre sintetiche come è noto non sono traspiranti e favoriscono la formazione di umidità e batteri a contatto diretto con la pelle.

Bozze di abito organici

Abiti creati con gli alimenti nei bozzetti di Gretchen Roehrs

Per quanto riguarda invece le fibre naturali sono apprezzate perché favoriscono la traspirazione, sono più delicate e anche più belle e fresche da indossare. Il problema però è lo sfruttamento intensivo sia della terra (lino e cotone) che del regno animale (il baco da seta). Anche in questo caso il pianeta viene sempre più sfruttato e impoverito delle sue risorse.

Il cibo che dà vita ai tessuti ecosostenibili

I tessuti che sono ottenuti dai cibi sono sempre di più ed essendo una materia prima del tutto naturale sono anche un modo per tutelare la propria salute. La pelle traspira, sono antiallergici, non provocano prurito e irritazioni, sono tessuti morbidi, alcuni si possono anche lavare in lavatrice e non hanno bisogno di essere stirati.
I cibi chiamati in causa sono la polpa di banane che diventa tessuto dopo una particolare quanto artigianale lavorazione, l’ananas che restituisce un tessuto lucido molto chic, ma anche le arance di Sicilia, con un progetto che ha avuto un’eco mondiale e che utilizza gli scarti dei raccolti dell’isola per la creazione di un tessuto che permette di recuperare almeno 700 mila tonnellate di arance e di nutrire la pelle con con le vitamine tipiche di questo frutto: una su tutte la Vitamina C.
Ci sono anche le stoffe ricavate dagli scarti della pelle di salmone. Come è noto il salmone è già un pesce pregiato quindi anche la sua pelle non è da meno. Il tessuto che si ottiene è leggero, molto resistente e si può anche lavare in lavatrice. Il tessuto ricavato dalla pelle di salmone si presta anche alla creazione di accessori: cinture, borse, scarpe, ecc.
Accanto a questi cibi “riciclabili” ve ne sono altri come la soia e le alghe e per le colorazioni dei tessuti, altrettanto ecologiche, si usano le cosiddette “piante tintorie“, da cui appunto si ottiene la tonalità desiderata senza sostanze chimiche aggiunte.

Come indossare un abito ecologico

Per acquistare un abito ecologico o ancora meglio il tessuto per poi creare un vestito, bisogna rivolgersi alle case di moda eco-friendly oppure direttamente alle aziende produttrici che si trovano anche in Italia, come per esempio quella in Sicilia.

Vestiti organici

Abiti “organici” del progetto Wearable Food della stilista Yeonju Sung

La controtendenza che si andrebbe a sviluppare rispetto al mercato consolidato dei tessuti sarebbe rivoluzionaria per tutto il pianeta e non si tratta di qualcosa di utopico. La riduzione degli scarti di cibo (l’umido della raccolta differenziata) diventerebbe materia prima da riutilizzare e gli stessi abiti potrebbero essere riciclati. Se anche andassero persi sono completamente biodegradabili e l’indice di inquinamento è nullo.

Vestire eco sostenibile

Se tutti optassero per la vestibilità ecosostenibile sarebbe una svolta epocale e per questo bisogna diffondere la coscienza ecologica e promuovere iniziative del genere, che possono diventare qualcosa di consueto: in futuro ci vestiremo di cibo.

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