# 5R Rifiuti: Riduzione,Riuso,Riciclo,Raccolta,Recupero

Sostanze biodegradabili e non a confronto: come si decompongono?

L’equilibrio dell’ecosistema è dato dalla capacità della natura di decomporre le sostanze organiche e alcuni composti di sintesi per mezzo di particolari microrganismi detti “saprofiti”.
A causa della mancanza, nel mondo vivente, di batteri in grado di semplificare composti complessi, alcune sostanze non sono biodegradabili e ciò comporta delle conseguenze negative sulla salute dell’ambiente.

Materiali biodegradabili e non a confronto

La capacità di un materiale di essere decomposto dalla natura è conosciuta con il nome di “biodegradabilità“.
Il meccanismo di decomposizione avviene grazie all’intervento combinato di fattori meccanici e ambientali (caldo, freddo, pioggia, ecc.) che disintegrano gli oggetti, e all’azione dei batteri saprofiti, particolari microrganismi capaci di elaborare gli enzimi necessari per demolire le singole molecole. Il materiale viene così trasformato in sostanze più semplici, che vengono poi assorbite dal terreno.
Non tutte però sono sostanze  biodegradabili, e sono quindi destinate a rimanere inalterate nel terreno causando nel tempo problemi di inquinamento.
Generalmente, tutte le sostanze organiche sono biodegradabili; la carta assorbente, ad esempio, impiega circa 4 settimane per decomporsi, mentre i giornali e il cartone hanno tempi medi di decomposizione di oltre 2 mesi. Tra i più comuni materiali non biodegradabili vi è la plastica. Ma quali sono i tempi di decomposizione dei materiali?    Pensate che bottiglie e sacchetti di plastica possono rimanere nell’ambiente da 100 a 1000 anni!
Ciò che rende la plastica non biodegradabile è il fatto di essere costituita da molecole talmente complesse da non poter essere demolite in sostanze più semplici, se non in tempi lunghissimi.
Questo è il motivo che ha portato a vietare l’uso dei sacchetti di polietilene, materiale sintetico ricavato dal petrolio.

Come risolvere il problema delle sostanze non biodegradabili

Quando nuove molecole, non degradabili e ignote al mondo vivente, vengono create dall’uomo, quest’ultimo infrange delle importanti leggi biologiche, causando danni di varia entità all’ambiente.
La questione della non biodegradabilità di alcuni materiali è tutt’altro che risolta, dal momento che gran parte degli oggetti che usiamo quotidianamente sono formati da composti non decomponibili.
Se la degradazione di un materiale è influenzata dalla sua natura chimica, significa che la soluzione al problema della non biodegradabilità di alcuni composti sintetici risiede nella realizzazione di materiali innovativi che sostituiscano quelli vecchi e nocivi. Tra questi composti innovativi si annoverano, ad esempio, le plastiche biodegradabili, o bioplastiche.
La bioplastica è costituita principalmente da sostanze di origine vegetale, come la maizena e il frumento, ma anche fibre pressate o segale, e ha il vantaggio di decomporsi in pochi mesi, contro le centinaia di anni necessarie per la decomposizione delle plastiche sintetiche.

 

Vantaggi dell’uso dei sacchetti biodegradabili e di altri materiali bio

 

Un esempio di utilizzo della bioplastica è rappresentato dai sacchetti biodegradabili  che hanno sostituito quelli in polietilene a bassa densità perché ritenuti nocivi.

Sacchetto in sostanze biodegradabili

Sacchetto biodegradabile e compostabile in carta microforata

Secondo la normativa europea, le buste della spesa biodegradabili devono impiegare tre mesi circa per sgretolarsi al 90% e sei mesi perché ne venga digerito il 90% dai microrganismi saprofiti.
Oltre ad avere tempi di biodegradazione nettamente inferiori rispetto ai sacchetti di polietilene, i sacchetti in bioplastica e, in generale, i materiali bio hanno numerosi vantaggi. Innanzitutto, non rendono sterile il suolo su cui giacciono e, dopo l’uso, possono essere utilizzati per la produzione di concime. Inoltre, il loro smaltimento richiede poca energia e zero emissioni e permette di ridurre i costi di gestione dei rifiuti.
In conclusione, i materiali biologici hanno un impatto ambientale decisamente inferiore rispetto ai tradizionali prodotti sintetici e permettono di mantenere in equilibrio il ciclo naturale del pianeta.

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