# 5R Rifiuti: Riduzione,Riuso,Riciclo,Raccolta,Recupero, Prodotti e materiali, Vocabolario ambientale

Come produrre plastica a partire dalle piante: l’esempio del PLA

Fibre e plastiche di origine completamente vegetale stanno modificando molti dei prodotti di uso quotidiano che si trovano sugli scaffali dei negozi e soprattutto nelle case dei consumatori di tutto il mondo. Vediamo come, a partire dallo zucchero di una pianta, si può ottenere un ingegnoso materiale che può tranquillamente sostituire l’utilizzo del petrolio: l’acido polilattico, spesso abbreviato in PLA e commercializzato con il marchio Ingeo.

Questa rivoluzionaria bioplastica non è altro che una lunga catena di una grande molecola (in termini scientifici “polimero”) chiamata polilattide, derivata dalla pianta dello zucchero: l’acido polilattico (che chiameremo PLA) è così composto da glucosio (lo zucchero), ricavato dai campi di grano coltivati anche per altri scopi funzionali ed industriali.

Soprattutto in Nord America, il mais viene utilizzato come fonte primaria, economicamente più conveniente, di amidi vegetali per svariati scopi, alimentari e non. Non è comunque strettamente necessario partire dal mais per realizzare il PLA: l’importante è avere a disposizione una fonte di zucchero.

Una soluzione ecologica ed economica

barili-petrolioA causa dell’eccessivo impiego sia come carburante che come materia prima per la produzione di plastiche destinate ai più svariati utilizzi, è ormai di dominio comune il fatto che prima o poi la disponibilità di petrolio si ridurrà sempre più, fino all’esaurimento.

Prima di giungere a questo inesorabile destino, è sicuramente necessario studiare e soprattutto utilizzare nuove tecnologie che permettano di limitare e chissà mai escludere la nostra dipendenza dal cosiddetto ”oro nero” .

La diffusione delle bioplastiche, realizzate a partire da fonti vegetali (piante) oltre ad essere la risposta ecologica all’utilizzo del petrolio, in diversi casi lo possono essere anche dal punto di vista economico. E come? Proprio grazie alla loro origine vegetale, i prodotti fatti da materiali come il PLA, una volta terminato il loro utilizzo, essendo completamente compostabili (si degradano in modo naturale in poco tempo) possono essere conferiti tra i rifiuti organici, (l’umido) come gli scarti da cucina: un beneficio non solo per l’ambiente che riceve ulteriori risorse naturali, ma anche per il portafoglio. Infatti, non andando ad incidere sulla produzione di rifiuti indifferenziati, laddove ne è prevista una tassazione, potrà esserci un risparmio dal punto di vista economico.

Come viene prodotto e quali sono le caratteristiche principali del PLA?

Il punto di partenza per produrre PLA è una delle reazioni naturali più conosciute in ambito scientifico: la fotosintesi clorofilliana.

CO2 (anidride carbonica, assorbita dall’aria dalle foglie di una pianta)

+

H2O (acqua, presa dal terreno dalle radici)

+

Luce del Sole (che fornisce l’energia necessaria per trasformare l’anidride carbonica e l’acqua in glucosio e ossigeno à questa è la fase chiamata fotosintesi)

=

Glucosio [zucchero] (fornito dalla pianta e utilizzato come “combustibile”. Tutto lo zucchero non utilizzato, viene immagazzinato come amido e può essere così prelevato per realizzare i polimeri di PLA)

+

Ossigeno (che viene rilasciato in atmosfera)

fotosintesi-clorofilliana

Dai polimeri di PLA vengono realizzati diversi tipi di prodotti, per il catering alimentare, per il confezionamento di alimenti freschi, per l’elettronica di consumo, e come base per pellicole flessibili, tessuti non tessuti, abbigliamento e altro ancora.

Tra le caratteristiche da evidenziare di questo materiale di origine completamente vegetale, sicuramente il ridotto impatto ambientale è l’aspetto che rende il PLA un autentico amico dell’ambiente e della natura.

Perché scegliere prodotti in PLA?

Bicchiere-in-PLA-da-600-mlGrazie allo sviluppo tecnologico nel settore, oggi si riescono ad ottenere articoli anche più performanti di quelli fatti in plastica tradizionale. Dotati di un’elevata resistenza alla rottura e agli sbalzi di temperatura, diversi sono gli esempi di applicazione del PLA soprattutto nei prodotti “usa e getta” per il catering e il packaging alimentare (piatti, posate, bicchieri, …).

Come abbiamo detto poco fa, essendo un materiale vegetale completamente compostabile, una volta terminato il suo utilizzo, può essere conferito tra i rifiuti organici (l’umido), come gli scarti da cucina.

umido-scarti-cucina

Oltre a ciò, un altro aspetto rilevante, relativo all’impatto ambientale è che l’impronta ecologica per il PLA risulta in media inferiore del 75% rispetto ai tradizionali materiali come PS (Polistirene, più comunemente chiamato “Polistirolo”) e PET (Polietilentereftalato.): ciò significa che per la realizzazione di questo materiale è estremamente ridotto sia il consumo di energia non rinnovabile che la produzione di emissioni gassose responsabili dell’aumento dell’effetto serra.

Per concludere

compostabileCiò che abbiamo descritto è un tra i tanti esempi di applicazione della cosiddetta “Economia Circolare”, dove lo scarto di un’attività diventa materia prima per quella successiva, entrambe inserite nel cerchio di un virtuoso ciclo di vita, in piena attuazione di uno dei principi della strategia delle 5R dei rifiuti (Riduzione, Riuso, Riciclo, Raccolta, Recupero).

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