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Piatti e bicchieri di plastica: la Francia dice no!

La Francia ha deciso di mettere al bando le stoviglie di plastica entro un termine di quattro anni, e di far spazio a piatti e bicchieri biodegradabili e compostabili , al fine di rispettare le misure indicate da Cop 21, la conferenza tenuta a Parigi alla fine del 2015.

La legge contro le stoviglie di plastica

Il 30 agosto è passato in Francia un provvedimento molto importante, soprattutto per la sua chiara ispirazione ecologista. La legge in questione è infatti parte integrante di una serie di misure che erano state indicate durante la conferenza tenuta a Parigi in tema di mutamenti climatici, Cop 21, e poi confluite in un documento denominato “Transizione energetica per la crescita verde“. In pratica entro un quadriennio in tutto il territorio transalpino saranno bandite le stoviglie di plastica (bicchieri, piatti e posate), andando a fare compagnia ai sacchetti normalmente utilizzati per gli acquisti, a loro volta già espulsi dallo scenario francese.
La ratio della legge è naturalmente la protezione di un ambiente che continua ad essere in grande affanno, nonostante le politiche portate avanti negli ultimi anni a livello comunitario. Proprio grazie al bando della plastica in ambiti così importanti, il parlamento francese dimostra le sue intenzioni di mettere in campo misure non solo ispirate al massimo rigore, ma anche mirate al fine di lottare concretamente contro il cambiamento climatico. Un mutamento ampiamente testimoniato dalla previsione formulata di recente dalla NASA, secondo la quale il ghiaccio dell’Artico potrebbe scomparire entro il 2030.
Per effetto del provvedimento, quindi, i produttori hanno tempo sino al 2020 per adeguarsi e sostituire le materie organiche biodegradabili alla plastica, ovvero utilizzando materiali biologici tali da poter essere oggetto di compostaggio nei loro processi.

Un evento di grande rilievo6

Si tratta di un evento di grande rilievo, se solo si pensa come la Francia produca ogni dodici mesi una quantità pari a 4,73 miliardi di bicchieri di plastica, dei quali soltanto la centesima parte viene riciclata. Se già altri Paesi dell’Unione Europea e degli Stati Uniti avevano in precedenza adottato misure più o meno incisive contro la plastica, va però notato come proprio la Francia vada a costituire un precedente di cui tenere conto, proprio per la portata della legge approvata. Operando da battistrada in tal senso, essa si pone in pratica come un esempio che sarà difficile ignorare da parte degli altri.
Proprio per questo motivo, la legge approvata è stata salutata con grande favore dal composito fronte ambientalista, il quale dovrà però contrastare le numerose voci contrarie che si sono già levate all’interno dell’Unione Europea. Secondo i detrattori, infatti, il divieto andrebbe a violare quanto stabilito in ambito comunitario a proposito di libera circolazione delle merci. Inoltre, sempre secondo il fronte favorevole alla plastica, la legge si rivelerà un boomerang per gli stessi consumatori.

L’opposizione di Pack2Go Europe

A sostenere questa tesi è stata in particolare Pack2Go Europe, l’associazione in cui sono confluite le aziende che producono gli imballaggi alimentari, i cui aderenti hanno chiesto a gran voce l’intervento delle istituzioni continentali contro il governo transalpino. E’ stato Eamonn Bates, segretario generale dell’associazione, ad affermare come non siano mai state prodotte prove esaurienti sulla superiorità da un punto di vista prettamente ecologico delle materie organiche biodegradabili nei confronti della plastica. Inoltre, sempre secondo Pack2Go Europe la legge rappresenta un pericolo in quanto i consumatori sarebbero spinti a pensare che i prodotti biodegradabili possano essere tranquillamente abbandonati dopo l’uso, senza procurare alcun danno all’ambiente.
Naturalmente la battaglia innescata dall’approvazione della legge è destinata a proseguire nel tempo, proprio per le conseguenze che potrebbe comportare. Andrebbe però ricordato come la Francia non sia la sola ad aver deciso in tal senso, se solo si pensa come a fare da precursore sia il Karnatka, uno degli stati che compongono l’India. Inoltre anche la città di San Francisco ha posto il bando alle buste di plastica sin dal 2007, mentre dal 2014 è proibito servirsi di bottiglie in plastica nei luoghi pubblici.
Ora non resta quindi che verificare se anche il resto dell’Unione Europea intenderà seguire la Francia, o se il governo transalpino sarà lasciato solo a condurre una battaglia da cui dipende anche la salute sempre più compromessa dell’ambiente.

 

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