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Packaging compostabile: innovazione e benefici

Ci si rivolge all’imballaggio in generale con il termine packaging, che è semplicemente l’involucro e tutte le operazioni di confezionamento dei prodotti, prima di essere immessi sul mercato. Ci sono diversi tipi di imballo per le merci, da quello primario o per la vendita che dovrà assicurare conservazione e presentazione del prodotto, fino al multiplo e al terziario per il trasporto. L’imballaggio proteggerà la merce da furti, ammaccature e nell’alimentare preserva nel tempo la bontà del contenuto. Tutto questo è packaging, che dovrà essere il più economico possibile e magari ecologico, ma soprattutto riciclabile e compostabile.
Packaging compostabile

Ogni volta che si acquistano prodotti o articoli si comprano anche i loro imballaggi, quindi il vetro se si vuole bere del vino, le lattine per le bevande o la carta di un pacchetto di sigarette, e ancora la scatola in plastica di un CD e tante altre tipologie. green-bottle2-e1355931384859Ma andando ancora di più nello specifico si possono trovare imballaggi dentro ad altri imballaggi, basta pensare ad una scatola di medicinali dove i medicinali stessi sono avvolti all’interno della sua scatola da un’altro tipo di imballaggio. Ed infine ecco l’imballaggio per il trasporto che raggruppa tante confezioni o scatoloni. L’imballo alimentare poi non dovrà essere pericoloso o tossico per evitare il rilascio di sostanze. Proprio per questo motivo sarà necessario uno studio di progettazione dell’imballaggio stesso per fargli raggiungere le caratteristiche necessarie per essere dichiarato compostabile. Ne sono un esempio i sacchetti per la spesa costituiti da materiale biodegradabile e tutta una gamma di prodotti biodegradabili e/o compostabili  presenti oggi sul mercato . Quindi tutti i rifiuti che si formano ogni giorno vanno ad aumentare il lavoro di smaltimento. Ma che fine fanno gli imballaggi? Diventano rifiuti insieme a tutti gli altri e con la differenziata, la plastica per esempio delle bottiglie dell’acqua viene riutilizzata e lavorata per creare altre bottiglie di plastica.

Tuttavia, viene spontaneo chiedersi, ma non era meglio usare la carta o il cartone al posto della plastica!? In effetti, la plastica non è facilmente biodegradabile e quindi non può essere unita per esempio alla frazione umida dei rifiuti che sono compostabili. La plastica purtroppo rimane tale per anni e non si decompone. Il rischio più evidente è quello di ritrovarsi sommersi da montagne di rifiuti, diventando così un serio problema da affrontare il prima possibile per salvaguardare l’ambiente. Il compostaggio di rifiuti umidi dell’organico e del compost verde che rimane dopo la cura di aree verdi viene sottoposto a processi industriali al fine di sfruttarlo come concime naturale al posto dei concimi chimici così dannosi o per bonifiche agrarie o per ottenere il biogas. A questo punto, non rimane altro che sensibilizzare un po’ tutti e darsi da fare per utilizzare solo imballaggi compostabili,  formando in questo modo un procedimento di packaging naturale.

Esempio di un imballaggio compostabile

Al fine di ottenere una valida soluzione al problema, la ricerca ha sperimentato nuovi packaging biodegradabili nel settore alimentare. Infatti dall’amido di mais  si potrebbe creare un imballaggio naturale  per avvolgere per esempio la frutta e la verdura.download Oppure per i cestini di fragole si è pensato all’estratto di canna da zucchero. Questa prova, ancora da definire nei particolari diventerà un esempio da seguire in futuro, anche se il consumatore dovrà sostenere per i primi tempi un costo maggiore proprio per l’imballo con queste caratteristiche. Alla fine, l’innovazione porterà benefici molto rilevanti per il pianeta e per l’uomo. Tuttavia, i materiali da imballo di solito presenti e più diffusi sono ancora quelli che derivano dal petrolio e dal metallo, quindi da sostanze non rinnovabili, che una volta usate non si rinnovano immediatamente. E dato che la plastica deriva dal petrolio nasce il bisogno di creare plastiche alternative naturali e biologiche, quindi compostabili.

 

Conclusione

Numerose aziende e Università specializzate in bioplastiche stanno lavorando alla soluzione migliore per sconfiggere l’impatto ambientale degli imballaggi ancora in uso, come per esempio il Dipartimento delle Colture Arboree o l’Associazione Air che sviluppa il progetto di ricerca dell’innovativo packaging agroalimentare. Ed infine, per una soluzione ecosostenibile e la realizzazione di imballaggi biodegradabili sono già in atto diversi controlli e sviluppi di materiali per offrire grazie a diverse certificazioni, come: Packaging certificate, Certificazione Ambientale, Certificazione Qualità e Autorizzazione Integrata Ambientale, la risposta più vicina allo smaltimento naturale dopo l’uso.

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