# Prodotti e materiali

Lolla di riso: un materiale dalla natura

Lolla di riso: un elemento che arriva dalla natura. Ma cos’è la lolla di riso? E come può essere utilizzata per diventare un vero e proprio materiale?

Nella lavorazione del riso la lolla rappresenta ne rappresenta  la parte essenzialmente di scarto o come spesso si può trovare nelle definizioni, costituisce un sottoprodotto del processo. E’ costituita dall’insieme delle cosiddette brattee (le foglia modificata, di forma o colore differente dalle foglie normali, che hanno funzione vessillare, protettiva, nettarifera, disseminatrice), che racchiudono il chicco di riso.

Il distacco della lolla, nel caso del  riso in cui le brattee aderiscono molto bene al chicco, viene effettuato meccanicamente con un processo chiamato sbramatura. In particolare, la lolla di riso viene definito come il residuo derivante proprio dalla sbramatura del cosiddetto risone, il riso grezzo, dopo le operazioni di trebbiatura.

La percentuale della lolla sul risone cambia a seconda della varietà, ed è compresa tra il 17 e il 23 percento.

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Quali sono le caratteristiche principali della lolla di riso?

Generalmente, la lolla di riso si presenta di colore marrone-beige, di consistenza dura, molto più resistente di quella di grano. Allo stesso tempo è leggera e voluminosa  (densità oscillante tra i 132 e i 140 kg/m³), imputrescibile e inattaccabile dagli insetti.

Circa il 45% della massa è costituito da cellulosa, mentre il resto è ossido di silicio (che rappresenta le ceneri) e nutrienti (proteine e grassi).

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Diversi, ad oggi, sono gli utilizzi più comuni di questo scarto di lavorazione: come pacciame nel giardinaggio, come fondo per la lettiera degli animali da stalla come bovini, cavalli oppure negli avicoli come i tacchini, come combustibile in impianti di cogenerazione, come materia prima per la produzione di furfurolo (un solvente molto utilizzato nella produzione della gomma) e altri ancora.

In combinazione con altre sostanze vegetali, la lolla di riso può dare vita ad un interessante materiale, che può essere utilizzato in sostituzione della plastica, riciclata e non.

Perché scegliere prodotti in lolla di riso?

Al giorno d’oggi nel mondo la plastica riciclata rappresenta non più del 10% di quella prodotta e gettata come rifiuto (siamo nell’ordine di centinaia di milioni di tonnellate all’anno, circa 30 kg pro capite): la raccolta differenziata di questo materiale impatta ovviamente sui costi della collettività.

Destinazioni ancora troppo diffuse della plastica (rifiuto) sono le discariche e gli inceneritori, che oltretutto, la distruggono materialmente utilizzando grandi quantità di energia, quando invece la maggior parte di questi rifiuti potrebbero generare energia dal loro stesso trattamento.

Per questo motivo, partendo dalla lolla di riso e integrandola con aggreganti vegetali, si è riuscito ad ottenere un nuovo materiale utilizzato per realizzare vasi e piatti, in sostituzione proprio della plastica.

Per il giardinaggio: i vasi Vipot

Il vaso naturale Vipot è costituito in media da 85% di lolla di riso e da 15% di aggreganti vegetali: con calore e pressione il tutto viene cementificato. Durante la lavorazione non viene usato né generato alcun prodotto tossico o inquinante e, poiché tutti gli scarti vengono riciclati nel processo produttivo, non ci sono sprechi di materiale. Inoltre, per il processo di lavorazione viene utilizzata una quantità di energia molto più bassa rispetto a quella necessaria per la produzione di oggetti in plastica.

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Le caratteristiche principali dei vasi in lolla di riso sono quindi:

– Naturali in origine e compostabili

– Non contengono prodotti chimici tossici e inquinanti

– Possono durare da un minimo di 30/40 giorni ad un massimo di 7/8 anni (periodo inteso tra posizionamento della pianta al loro interno e l’inizio della bio-decomposizione del vaso stesso). I vasi Vipot restano perfettamente intatti quando sono solo stoccati

– Sono perfettamente idonei all’utilizzo in macchine per l’invasatura e spaiamenti automatici

– Sono porosi, pertanto molto più adatti della plastica, per la crescita e la conservazione dell piante

– Sono resistenti al gelo e adattabili a tutte le condizioni climatiche

– Sono progettati con buchi e piedini che ne assicurano il perfetto drenaggio e un ottimale movimento dell’aria al suo interno

– Non necessitano di smaltimento

– Consentono vantaggi colturali rispetto ai vasi di plastica, in quanto è stato dimostrato che in diversi casi, le piante crescono meglio e più in fretta.

Per l’alimentare: piatti e ciotole Vipot

I piatti e le ciotole Vipot sono costituiti in media da 80% di lolla di riso e 20% di aggreganti vegetali: come nel caso dei vasi, con calore e pressione il tutto viene cementificato. Allo stesso modo, durante la lavorazione non viene usato né generato alcun prodotto tossico o inquinante e, poiché tutti gli scarti vengono riciclati nel processo produttivo, non ci sono sprechi di materiale. Inoltre, per il processo di lavorazione viene utilizzata una quantità di energia molto più bassa rispetto a quella necessaria per la produzione di oggetti in plastica.

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Le caratteristiche principali dei piatti e delle ciotole in lolla di riso sono quindi:

– Naturali in origine e biodegradabile a fine vita (compostabili). Possono essere addirittura introdotti nel processo di smaltimento anaerobico per materiali organici (ad esempio nelle centrali di biogas). Da tenere presente è il fatto che si biodegradano solo a contatto con la terra o in appositi impianti.

– Non subiscono alterazioni durante il solo stoccaggio, né durante l’uso quotidiano e neppure nei lavaggi effettuati anche in lavastoviglie

– Non contengono prodotti chimici tossici e inquinanti

– Possiedono eccellenti proprietà d’isolamento del calore: sono adatti al riscaldamento e al mantenimento in temperatura degli alimenti

– Sono lavabili in lavastoviglie

– Sono adatti all’uso in forno, forno a microonde e frigoriferi

Per concludere

Ciò che abbiamo descritto è un tra i tanti esempi di applicazione della cosiddetta “Economia Circolare”, dove lo scarto di un’attività diventa materia prima per quella successiva, entrambe inserite nel cerchio di un virtuoso ciclo di vita, in piena attuazione di uno dei principi della strategia delle 5R.

Come sempre, se avete domande o volete maggiori informazioni potete lasciare un commento o scrivere un’e-mail a info@ecoradar.it 

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