# Prodotti e materiali

La plastica si ricicla e diventa carburante: il rivoluzionario progetto ecologico arriva dagli USA

Fra le maggiori aziende del pianeta sta ploriferando la tendenza di riciclare la plastica di scarto per convertirla in carburante, in modo da eliminare i costi di smaltimento e di utilizzare una “nuova” energia pulita. Al momento, si stima che solo il 15% dei rifiuti in plastica viene riciclato dalle aziende europee, nonostante l’ interesse a migliorare la situazione mostrato da alcuni paesi, tra cui l’Italia, impegnata sul problema del riciclo  soprattutto negli ultimissimi anni;  tutto il resto dei rifiuti viene depositato nelle comuni discariche. Per questo motivo, grazie ad un innovativo progetto ecologico messo a punto in USA, riciclare la plastica convertendola in carburante può risolvere uno dei problemi ambientali più discussi di questo secolo.

Perché i rifiuti di plastica rappresentano un problema?

Oltre 250 milioni di tonnellate di nuova plastica viene prodotta ogni anno   e circa il 33% di questa è monouso, ossia viene gettata via dopo un singolo utilizzo. Tali rifiuti vengono riciclati in nuove materie plastiche solo in una minima percentuale, mentre il restante viene accantonato nelle discariche. Se tutti i rifiuti di plastica verrebbero portati nelle discariche, però, il rischio ambientale non sarebbe così alto, poiché potrebbero essere estratti in un secondo momento ed essere riformulati come una nuova risorsa energetica. Il fatto è che, come affermano alcune stime delle Nazioni Unite, i rifiuti di plastica che campeggiano negli oceani di tutto il mondo rappresentano i quattro quinti della spazzatura accumulata in tutto il mondo. Per questo motivo, oltre a porre fine all’inquinamento delle acque, è necessario bonificarle attuando la nuova tecnologia per il riutilizzo delle materie plastiche.

Come vengono trasformati i rifiuti in combustibile

?

La tecnologia non è eccessivamente complicata.plastica e carburante La plastica che deve essere convertita in carburante viene prima triturata e poi portata in una camera senza ossigeno (questo processo è noto come Pirolisi) a circa quattrocento gradi centigradi. Durante la fase di ebollizione, quindi, i gas emanati dalla plastica vengono filtrati e possono essere utilizzati per alimentare la macchina stessa o per essere utilizzati in un secondo momento. Infine, dal gas viene distillato il carburante.
Poiché il processo si svolge all’interno di una camera chiusa e la plastica viene fusa (ma non bruciata), le tossine emanate durante il processo sono prossime allo zero e non vengono rilasciate nell’aria.
Per questa tecnologia, tuttavia, non sono compatibili tutti i tipi di plastica. Ad esempio, se si bruciano gli idrocarburi puri, come il polietilene (PE) e polipropilene (PP), si produrrà un combustibile che brucerà in modo abbastanza pulito. Al contrario, invece, se si brucia il PVC, grandi quantità di cloro potrebbero corrodere il reattore della macchina, inquinando di conseguenza l’ambiente circostante.

A New York la prima macchina che trasforma la plastica in carburante

In Niagara Falls, New York, John Bordynuik ha messo a punto una macchina, da lui definita ‘Mostro mangiatore di plastica’, che prende in input la plastica di scarto e produce all’altra estremità un carburante molto simile al diesel, distillato di petrolio, nafta leggera e gas quali metano, etano, butano e propano. La macchina accetta praticamente qualsiasi tipo di plastica ed è in grado di produrre circa 1 gallone di carburante da 8,2 chili di plastica. La macchina, inoltre, utilizza lo stesso carburante che produce (solitamente il gas), al fine di funzionare a costo zero e di non inquinare l’ambiente.carburante ecologici
John Bordynuik, concludendo, ha già finanziato un nuovo progetto per la costruzione di un nuovo impianto di riciclaggio che utilizzerà la stessa tecnologia della sua macchina, ma produrrà un’enorme mole di carburante (si stima che produrrà circa 5.000 chili di carburante al giorno).

Se pensate possa essere utile, CONDIVIDETE l’articolo con i vostri amici e contatti e, come sempre, se avete domande o volete maggiori informazioni potete lasciare un commento o scrivere un’e-mail a info@ecoradar.it

Ah, vi ricordo che iscrivendovi alla newsletter potete ricevere consigli e informazioni utilissimi legati all’ambiente e alla ecosostenibilità.