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Il volontariato civico: una realtà in espansione

Sebbene l’Italia conti un gran numero di associazioni prive di scopo di lucro, il volontariato civico non è ancora molto diffuso nel nostro paese. Tuttavia, la sua espansione rende ottimisti circa la crescita futura di questa forma di partecipazione sociale, aperta a qualsiasi fascia di cittadini.

Italiani: attivi nel sociale, ma ancora poco “civici”

Quando si effettuano paragoni tra il senso civico degli italiani e quello dei paesi europei, specie quelli del nord, il confronto è spesso impietoso: per quanto amichevoli, aperti e cordiali, sembra che non siamo in grado di tutelare e valorizzare il nostro enorme patrimonio artistico, culturale e naturale, ricchezze che tutto il mondo ci invidia. Le cause di questo atteggiamento sono difficili da individuare, ma probabilmente tra le possibili ragioni vi è un distacco tra il cittadino e la cosa pubblica, diffusa diffidenza nei confronti delle istituzioni, fattori che causano indifferenza, apatia e rassegnazione nei confronti della gestione delle nostre città. Ed ecco forse il motivo per cui, a fronte di più di 6 milioni di volontari attivi in migliaia di realtà associative, nel nostro paese aumenta il degrado e diminuisce la motivazione a trovare una soluzione al problema in maniera partecipativa.

Il volontariato civico: uno strumento per riavvicinare i cittadini al bene pubblico

Il contesto sopra illustrato funge allo stesso tempo da sfida per trovare delle soluzioni costruttive in grado di coinvolgere attivamente la comunità. Ecco quindi che si sono gradualmente sviluppati nuovi approcci finalizzati a riavvicinare i cittadini alla riqualificazione del bene pubblico, combattendo degrado, abbandono ed insicurezza sociale. Uno di questi è il volontariato civico, che si traduce in misure ed accordi predisposti dai Comuni per organizzare dei servizi a vantaggio della collettività. Tra le iniziative più conosciute si colloca quella dei “nonni civici“, dei volontari senior che mettono a disposizione il loro tempo libero per assistere i bambini nel loro percorso all’entrata e all’uscita dalla scuola. Altre azioni simili prevedono servizi di pubblica utilità presso biblioteche, aree verdi e luoghi di ritrovo.

L’espansione del fenomeno

volontariato2A partire da queste prime iniziative, il fenomeno del volontariato civico si è successivamente esteso, andando a toccare un maggior numero di tematiche ed includendo diverse fasce di età e di popolazione. Tra gli ultimi esperimenti, si è rivelato il più efficace quello che ha visto i rifugiati come protagonisti diretti: grazie a progetti di inclusione sociale, questi sono stati inseriti in iniziative no-profit dal duplice beneficio, per i rifugiati stessi e per i beneficiari dei servizi da loro offerti. Inoltre, sono in forte crescita le attività gestite dai Comuni grazie alle quali i cittadini offrono parte del loro tempo al decoro pubblico e alla difesa delle aree verdi della comunità. Recenti statistiche mostrano come il fenomeno si stia diffondendo, rendendo la popolazione italiana più sensibile nei confronti delle tematiche culturali ed ambientali. Tuttavia, la strada da percorrere per colmare il divario che ci separa da gran parte dei paesi europei è ancora lunga.

Promuovere la sensibilità civica: che fare?

La strada percorsa fin qui è comunque incoraggiante, ed esistono già delle buone prassi. Alcuni Comuni, incoraggiati dalla normativa del cosiddetto “baratto amministrativo“, hanno predisposto dei vantaggi fiscali rivolti ai cittadini che decidono di impegnarsi attivamente in progetti di volontariato civico. Sconti ed agevolazioni fiscali sembrano funzionare come incentivo e come sorta di “ricompensa” che va a premiare i più meritevoli. Strategie simili possono essere la chiave per diffondere in maniera convincente il concetto di rispetto e di attivismo nei confronti del bene pubblico.

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