# 5R Rifiuti: Riduzione,Riuso,Riciclo,Raccolta,Recupero, Prodotti e materiali, Vita ecologica

Dalla buccia di mela alla carta!

Le mele sono frutti dalle note proprietà benefiche, da cui si ricavano in genere deliziosi sidri o dolcissime marmellate. Ricche di vitamine del gruppo B, sono ipocaloriche, combattono l’inappetenza, la stanchezza, l’indigestione, proteggono le mucose e l’intestino, nonché capelli ed unghie. Sin dall’antichità, sono state riconosciute a questi frutti diverse virtù, ma non smettono mai di sorprendere. Nel 2004, un ingegnere altoatesino, Alberto Volcan, intuì che dagli scarti si poteva generare un business ben diverso da quello ortofrutticolo, del biogas o dei rifiuti speciali. Torsoli e bucce, adeguatamente trattati, possono diventare carta per fazzolettini o rotoli per cucina.

Prodotti eco-sostenibili

La famosa legge di Lavoisier sulla conservazione della massa ha ispirato, nell’ormai lontano 2004, Alberto Volcan. Dalle parti scartate delle mele, si poteva ottenere della carta eco-sostenibile. Dopo anni di test chimici, il progetto industriale ha preso il volo nel 2009 mediante la Frumat, laboratorio di analisi chimiche ideato da Hannes Parth. L’idea concretizzata non ha mai ottenuto alcun sostegno pubblico ma ha potuto contare solo sulle proprie risorse economiche. Fin dall’inizio, i risultati sono stati ottimali. Ad oggi, per la realizzazione di carta assorbente, carta igienica, fazzolettini da naso, tovaglioli, quaderni, sacchettini biodegradabili e scatole per il packaging viene impiegato in media il 10% della produzione mondiale di mele, trasformando in un mese circa 30 tonnellate di prodotto.

Le caratteristiche della carta

La carta eco-sostenibile ricavata dagli scarti delle mele rappresenta un’innovazione. Le bucce ed i torsoli non vengono trattati negli impianti per i rifiuti speciali né di biogas. Viene rispettato l’ambiente, con particolare attenzione agli impianti boschivi, e vengono realizzati prodotti di uso comune di grande efficacia. Rispetto alla carta prodotta con la tradizionale cellulosa di legno, quella proveniente dagli scarti delle mele non risulta patinata. Di colore avorio naturale, presenta delle particolari inserzioni con tracce dei frutti.

Premi e nuovi obiettivi

Nel febbraio del 2015 l’idea innovativa di Alberto Volcan e di Hannes Parth è stata presentata alla Fiera di Cremona nell’ambito di Bioenergy Italy, Food Waste Management Conference e Green Chemistry Conference. Durante questo interessante evento, il progetto “Cartamela” è stato sottoposto a diverse analisi e premiato con il Best Practices Bioenergy.

Una grandissima soddisfazione soprattutto nel settore commerciale, che ha visto in rapida crescita la distribuzione di prodotti realizzati con gli scarti delle mele in molti Paesi esteri, come la Francia, la Germania, la Svizzera e l’Australia che per tradizione sono stati sempre particolarmente attenti all’ecosostenibilità. Anche in Italia il progetto si sta espandendo a macchia d’olio, interessando sempre nuove aziende. La ricerca e gli esperimenti non si fermano però qui. L’azienda start up intende realizzare un nuovo progetto, ideando materiali in eco-pelle sfruttando solamente il 30% di torsoli e bucce delle mele. Il materiale ottenuto verrà impiegato per relegare agende personali ed accessori moda, come borse, scarpe nonché rivestimenti per divani e sedie.

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