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Dal Giappone primo bus ad idrogeno

La Toyota, in Giappone, è la prima ad aver programmato di vendere in grande serie il bus ad idrogeno, per sostenere una politica di mobilità ecosostenibile. La messa sul mercato del Toyota FC Bus è prevista per i primi mesi del 2017.

L’allarme inquinamento atmosferico

L’inquinamento atmosferico è un argomento che suscita sempre più allarmi per la salute del pianeta, degli animali e dell’uomo. Sempre più polveri sottili vengono rilasciate, dannose per gli esseri viventi, e sempre più anidride carbonica si diffonde nell’atmosfera, a causa dei continui, numerosi e sempre più diffusi processi di combustione operati dal traffico veicolare, dalle industrie e dagli impianti di riscaldamento domestico. Le industrie emettono soprattutto composti dell’azoto, mentre i tubi di scappamento dei veicoli a benzina rilasciano in particolare monossido e biossido di carbonio, quest’ultimo conosciuto anche come anidride carbonica. L’anidride carbonica viene emessa in continuazione, ma in normali condizioni ambientali la sua emissione viene compensata dalla rimozione da parte della vegetazione tramite la fotosintesi clorofilliana. Nelle condizioni ambientali attuali, però, l’elevato incremento di anidride carbonica ha destabilizzato pericolosamente tale equilibrio. L’anidride carbonica, insieme ad altri composti come il perossido di azoto, è, appunto, un gas serra, gas capaci di trattenere l’energia solare in uscita dalla terra, causando il riscaldamento globale, l’aumento della temperatura media del pianeta, con conseguente scioglimento dei ghiacciai e pericoli di estinzione di specie che vivono nelle zone glaciali.

Le conseguenze per la terra e gli esseri viventi sono gravissime e molteplici: alluvioni, siccità, ondate di caldo e di gelo, etc. Inoltre, le polveri sottili presenti nelle emissioni derivate dalle combustioni possono intaccare in profondità i polmoni, e arriverebbero a colpire anche le cellule. I rischi di tumore a causa di esse sono in aumento. Dunque la diminuzione dell’utilizzo di veicoli alimentati tramite combustione di idrocarburi, in particolare quelli a benzina, sarebbe di estrema importanza per limitare tali pericoli.

Il bus a idrogeno della Toyota

Il bus a idrogeno della Toyota, che comincerà ad essere commercializzato a partire dal 2017, avrà come prodotto di scarto il vapore acqueo, e i suoi serbatoi saranno capaci di caricare 600 litri di idrogeno compresso, che equivalgono a 235 kWh di energia elettrica. Saranno introdotti, entro le Olimpiadi del 2020, almeno 100 bus. Il progetto è realizzato con la collaborazione della Hino Motors e produrrà autobus dalla capienza di 77 passeggeri. Inoltre potrà fungere anche da generatore elettrico, riserva energetica in caso di calamità naturali, grazie ad un sistema di approvvigionamento esterno tramite il quale erogare corrente. L’azienda sta seguendo una linea di produzione che la condurrà sempre più a muoversi verso questa direzione, con la fabbricazione di veicoli a idrogeno, tra cui anche macchinari industriali e apparecchi per uso domestico.

I veicoli a idrogeno si inseriscono nel contesto dei veicoli elettrici e rappresentano una grande alternativa su cui bisognerebbe sempre più investire al fine di ridurre l’impatto ambientale . Sono essi stessi veicoli elettrici, ma alimentati dall’energia elettrica scaturita dall’utilizzo dell’idrogeno. I primi motori e veicoli elettrici, anche se sotto forma di prototipi, nacquero nella prima metà dell’Ottocento e sono caratterizzati, rispetto alla maggior parte dei motori a combustione interna, da una maggiore efficienza energetica, vale a dire da una capacità di produrre maggiori risultati a parità di utilizzo di energia. Consentono, quindi, un minore dispendio di energia, inoltre non rilasciano emissioni di gas serra.

L’idrogeno come generatore di energia5_celle_11

Non è possibile trovare l’elemento idrogeno libero in natura. Viene ricavato soprattutto dal metano e da altri combustibili fossili, ma, come per l’energia elettrica, può essere ricavato anche da fonti d’energia rinnovabile . Ma queste fonti producono energia a intermittenza, o poco concentrate, o risultano troppo ingombranti nel produrre l’idrogeno necessario all’alimentazione di un veicolo. Delle ricerche e della produzione di diverse case automobilistiche, in particolari quelle dell’Asia orientale, il lato più interessante è quello che riguarda l’utilizzo delle celle a combustibile, la Fuel Cell, detta anche pila a combustibile: un dispositivo elettrochimico per poter ricavare energia elettrica direttamente da sostanze come idrogeno e ossigeno, dunque senza comportare un processo di combustione termica, che comporterebbe un rilascio di CO2 e monossido di carbonio.

Il dispositivo Fuel Cell potrebbe rappresentare, insieme alle tecnologie collegate alla produzione di veicoli elettrici, la base per un grande sforzo dell’umanità al fine rimuovere le cause principali di inquinamento atmosferico. Tuttavia bisogna risolvere i problemi relativi al dispendio di energia che comporta la liquefazione dell’idrogeno, utile a concentrare il potenziale energetico dello stesso, e gli ingenti investimenti necessari allo stoccaggio e alla distribuzione di questo elemento.

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