# 5R Rifiuti: Riduzione,Riuso,Riciclo,Raccolta,Recupero

Dagli scarti del caffè ad una spugna che ripulisce le acque contaminate: un prodotto made in italy

Che il mare e i fiumi di casa nostra non siano i più puliti del mondo è cosa nota, ma forse non tutti sanno quale, tra i vari tipi di inquinamento idrico, è il più dannoso: quello derivante dai metalli. Dopo continui scarichi di sostanze tossiche inorganiche, il fondo del mare si è trasformato in una miniera: metalli pesanti e veleni riversati nelle acque hanno depositato sul fondo marino cromo, piombo e mercurio. Queste sostanze sono talmente tossiche da divenire letali, prima di tutto per la flora e la fauna acquatica, un ecosistema perfetto ma delicato e quindi facilmente compromettibile, e poi per l’uomo. Il mercurio agisce alterando il sistema nervoso centrale, il piombo induce avvelenamento, noto col nome di ”saturnismo”, che può generare crisi epilettiche nonché compromette fegato e reni, il cromo causa anemie, anche molto serie. Tali patologie sopravvengono non solo attraverso il consumo di pesce e molluschi, ma anche per il semplice contatto con le mucose del nostro organismo.

Ripuliamo il mare con i fondi del caffè.

La ricerca scientifica è molto concentrata sul problema dell’inquinamento idrico e, tra le proposte più quotate per il risanamento ambientale, ve ne sono due ideate proprio da team di ricercatori italiani. Un gruppo di ricerca dell’Università di Cagliari ha scoperto che alcuni microorganismi, già presenti nelle zone inquinate dai metalli pesanti, possono essere “educati” a diventare gli anticorpi contro l’avvelenamento da metalli pesanti. Si tratta di una proposta che richiede l’ausilio delle biotecnologie più d’avanguardia e si dimostra altamente funzionante, ma ancora in fase embrionale. Un’altra soluzione, molto più fattibile e del tutto innovativa rispetto alle metodologie percorse finora, viene da un team di ricercatori dell’Iit, “Istituto Italiano di Tecnologia”  di Genova e si tratta di una spugna. Usando i fondi del caffè (in passato ne abbiamo parlato per la creazione di pellet), un materiale disponibile in tutto il mondo e del tutto ecofriendly, assieme a una miscela di silicone e zucchero, anch’essi totalmente deteriorabili, si può creare questo filtro marino sotto forma di spugna in schiuma polimerica che assorbe le particelle dei metalli pesanti presenti nell’acqua.

La spugna-filtro amica del mare.spugna-realizzata-con-fondi-caffe

Il funzionamento di questo filtro è molto semplice, così com’è facile procurare i materiali che servono per comporla: cose, queste, che rendono l’idea non solo innovativa ma attuabile. Inoltre, la spugna-filtro funziona eccome: in 30 ore d’immersione, la spugna riesce a catturare, e neutralizzare, il 99% degli agenti inquinanti presenti nell’acqua. E dopo le 30 ore? Esaurita la capacità assorbente, la spugna funziona più come filtro: l’acqua ”setacciata” dalla schiuma polimerica risulta bonificata dai metalli pesanti per una percentuale pari al 65%. La realizzazione di questo nuovo materiale assorbente avviene mescolando i fondi del caffè con gli altri materiali citati e immergendo il composto in acqua: sciolto lo zucchero presente nella mescola, il materiale comincia a dilatarsi e diviene più poroso, fino a trasformarsi nella vera e propria spugna pulitrice del mare. Ultimo aspetto, ma non meno importante, di questa scoperta tutta italiana è la resistenza del materiale che non viene minimamente alterato da altri agenti chimici presenti nell’ambiente in cui è immerso.
Nonostante le normative e i controlli, gli scarichi nocivi nel nostro sistema idrico continuano. Le soluzioni semplici, spesso sono le migliori, e quelle proposte dai ricercatori italiani sono sicuramente attuabili. Assieme a un comune impegno di rispetto per l’ambiente, probabilmente una spugna di caffè potrà aiutarci a riavere il nostro mare.

Se pensate possa essere utile, CONDIVIDETE l’articolo con i vostri amici e contatti e, come sempre, se avete domande o volete maggiori informazioni, potete lasciare un commento o scrivere un’e-mail a info@ecoradar.it  .

Ah, vi ricordo che iscrivendovi alla newsletter potete ricevere consigli e informazioni utilissimi legati all’ambiente e alla ecosostenibilità.